
The Diana of Versailles, a Roman copy of a Greek sculpture by Leochares
NOME
- da artamis, colui che recide
- da artao, dalle forti membra
- da themis, acqua perchè la luna era vista come fonte di tutte le acque
CARATTERISTICHE
Artemide,sorella di Apollo, è armata di arco e frecce
arco perchè essendo parte della dea-triplice identificata con la luna, rappresentava luna nuova
ha il potere di provocare guerre e pestilenze e di porvi rimedio
è la protettrice dei bambin e ama la caccia
un giorno chiese al padre Zeus tipoter ricevere 60 oceanine della stessa età per curare i suoi calzari e i suoi cani quando lei fosse stata impegnata per la caccia.Chiese inoltre di poter ricevere tutte le montagne del mondo
Artemide era adorata e celebrata allo stesso modo in quasi tutte le zone della Grecia, specialmente nel Peloponneso e a Creta, ma i più importanti luoghi di culto a lei dedicati si trovavano a Delo (sua isola natale), Braurone, Munichia (su una collina nei pressi del Pireo) e a Sparta. Il suo culto fu molto presente anche in Sardegna e nel sud Italia.
Alla dea erano sacri: il cervo, il daino, la lepre, la quaglia, l’orso, il cane, il cipresso e l’alloro.
La cerva di Cerinea era, nella mitologia greca, una cerva dalle corna d’oro e dalle zampe d’argento e di bronzo che era stata dedicata ad Artemide
Verginità
Un aspetto importante della persona e del culto di Artemide era la sua verginità, che può sembrare contraddittoria dato il suo ruolo di dea associata al parto. È probabile che l’idea di Artemide come una dea vergine sia collegata al suo ruolo primario di cacciatrice. I cacciatori si astenevano tradizionalmente dal sesso prima della caccia come una forma di purezza rituale e per la convinzione che il profumo avrebbe spaventato potenziali prede.
L’antico contesto culturale in cui emerse il culto di Artemide sosteneva anche che la verginità era un prerequisito per il matrimonio e che una donna sposata divenne sottomessa a suo marito. In questa luce, la verginità di Artemide è anche legata al suo potere e alla sua indipendenza.
Piuttosto che una forma di asessualità, è un attributo che segnala Artemide come il suo padrone, con un potere uguale a quello degli dei maschi.
È anche possibile che la sua verginità rappresenti una concentrazione di fertilità che può essere diffusa tra i suoi seguaci, alla maniera delle precedenti figure della dea madre. Tuttavia, alcuni scrittori greci successivi arrivarono a trattare Artemide come intrinsecamente asessuata e come un contrario di Afrodite.
Appellativi
- potnia theron, protettrice degli animali selvatici
- Ghiunaia – “protettrice degli esseri femminili”
- Dia – “Figlia di Zeus”;
- Daphnia – Daphne, nome greco dell’alloro, era sacro alla dea come ad Apollo;
- Anùmpheutos – (Άνύμφευτος) “Senza nozze”
Templi
Il tempio di Artemide, o Artemisio era un tempio ionico dedicato alla dea Artemide, situato nella città di Efeso, nell’attuale Turchia

Brauronia
A Braurone le giovani fanciulle ateniesi, prossime all’età da marito, formavano gruppi consacrati ad Artemide noti come arktoi (“orse”, vedi il mito di Callisto) e trascorrevano il tempo in danze sacre, indossando vesti color zafferano, correndo gare di velocità e offrendo sacrifici.
La danza, chiamata anche “arkteia”, era composta da passi lenti e solenni intesi a imitare i movimenti di un orso e veniva eseguita su una melodia da un diaulos (doppio flauto). Le ragazze portavano anche ceste di fichi.Nel caso dell’arkteia, le movenze di danza delle fanciulle a imitazione dell’orsa dovevano indicare il passaggio dallo stato di ferinità/verginità, presieduto da Artemide, a quello dell’amore/matrimonio, presieduto da Afrodite.
All’inizio i partecipanti indossavano vere pelli d’orso, ma nel V secolo gli orsi erano scarsi. Le pelli furono sostituite con Krokoton. Questi abiti corti, giallo zafferano, erano pensati per simboleggiare le pelli dell’orso e venivano “versati” durante il rituale finale per simboleggiare la maturazione del partecipante .I dipinti sui vasi mostrano che la nudità cultuale era un elemento per la preparazione alla maternità.
Le sacerdotesse di Artemide erano fanciulle immortali, essendo le ancelle della dea. Erano chiamate le Cacciatrici di Artemide, dopo aver fatto un voto di non innamorarsi e di rimanere vergini per l’eternità erano immortali a meno che non cadessero in battaglia.

era situato sulle coste dell’ Attica, vicino al fiume Erasinus ed era dedicato alla dea.
il santuario conteneva:
- un piccolo tempio di Artemide

- un ponte in pietra
- una fonte sacra

- una stoa a forma di pi (Π) che includeva sale da pranzo per banchetti rituali.


Le dediche votive al santuario includono una serie di statue di bambini di entrambi i sessi, oltre a molti oggetti relativi alla vita femminile, come scatole di gioielli e specchi. Un gran numero di crateri in miniatura (krateriskoi) sono stati recuperati dal sito, molte raffigurano ragazze giovani – nude o vestite – che corrono o ballano.
La torre
La torre era a portata ottica di altre torri simili usate per segnalare con il fumo durante il giorno e il fuoco durante la notte.
I messaggi potevano essere trasmessi molto rapidamente e si dice che un messaggio potrebbe essere trasferito dalle coste dell’Asia alle coste dell’Europa entro un’ora.
La torre di Vravron fu usate anche per segnalare l’apparizione di pirati ai residenti della regione.
bibliografia:
Callimaco, nel suo Inno ad Artemide