ninfeo

Un ninfeo è in origine un edificio sacro dedicato ad una ninfa (da qui il nome), in genere posto presso una fontana o una sorgente d’acqua.

Nella civiltà greco-romana con ninfeo si indicavano dei “luoghi d’acque”, ossia strutture presentanti vasche e piante acquatiche presso i quali era possibile sostare, imbandire banchetti e trascorrere momenti di otium. Un ninfeo aveva spesso una o più esedre, dalle quali l’acqua si incanalava in vasche di varia foggia. Spesso il ninfeo era un’opera urbana con getti d’acqua a più piani collocata nel punto terminale di un acquedotto.

Nell’edilizia domestica o residenziale romana, i ninfei erano sale generalmente affacciate sul giardino-peristilio, destinate a banchetti e caratterizzate da un’edicola mosaicata da cui scaturiva l’acqua. Tali edicole potevano essere decorate anche con incrostazioni in spuma di lava e conchiglie (da esse si originano le rocaille che tanta diffusione avranno dapprima nei ninfei delle ville europee cinquecentesche, poi negli stucchi rococò di vari edifici). Il peristilio rappresentava la terra all’asciutto, mentre il ninfeo, sempre ad esso a fianco, la terra umida. Innumerevoli ninfei di questo tipo si trovano nelle case più ricche di Pompei ed Ercolano (per esempio, la Casa di Giulia Felice).

Dagli antichi ninfei derivano i ninfei moderni, “teatri d’acqua” che molta diffusione avranno dal Rinascimento fino a tutto il Settecento. Questi consistevano spesso di pseudogrotte ed esedre animate da statue e ingegnosi getti d’acqua, in cui pietre pomici, madreperle, coralli, conchiglie e tufi incastonati uno sull’altro formavano tortuose decorazioni.

Ninfeo di Nerone era un grande ninfeo scenografico che Nerone fece edificare addossato alla parete nord-orientale del podio del tempio del Divo Claudio a Roma

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Il Ninfeo di Alessandro monumento meglio conosciuto come “Trofei di Mario“, è una fontana di Roma antica dedicati a Alessandro Severo

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può considerare l’antesignano e il modello ispiratore delle grandi mostre d’acqua del tardo Rinascimento e del Barocco (es. Fontana di Trevi, Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo).

ninfeo di Egeria

Il ninfeo, che comprendeva anche un boschetto sacro, era tra i più antichi e importanti di Roma antica.

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Egeria era una delle ninfe Camene.
Secondo la leggenda, fu amante, consigliere (sulle leggi religiose e sulle riforme) e in seguito moglie del re Numa Pompilio. Quando il re morì, Egeria si sciolse in lacrime, dando vita a una fonte, che divenne il suo luogo sacro.

I colloqui tra la ninfa ed il Re si svolgevano nella grotta nel Bosco delle Camene

Le sue acque erano destinate all’uso esclusivo delle Vestali

Nel XIX secolo, il Nymphaeum, divenne luogo favorito per i picnic dei Romani. 

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